Se hai già letto la nostra guida sul trasferimento di energia nello swing (come il corpo carica e accelera la racchetta), considera questo l’altro pezzo della storia: cosa succede dopo che hai generato velocità, nell’istante in cui la palla tocca davvero le corde. (Link: “Trasferimento di energia nello swing”)
Quando colpisci una pallina pulita, il colpo può sembrare effortless: un “thump” pieno, una risposta stabile, profondità che arriva naturale. E quando non succede, lo stesso swing può diventare improvvisamente vuoto: palla più leggera, meno penetrazione, più vibrazioni, meno fiducia.
È facile dare la colpa alla tecnica. A volte è vero. Ma c’è un altro collo di bottiglia che molti giocatori sottovalutano: l’impatto stesso. Non la preparazione. Non l’accelerazione. Il contatto. In pochi millisecondi, la palla si comprime, il piatto corde si flette, il telaio inizia a flettersi e torcersi, e nascono le vibrazioni. Una parte dell’energia diventa velocità di palla. Una parte importante no.
Se stai già pensando a come migliorare ciò che avviene in quella finestra di contatto, non per swingare più forte, ma per rendere la collisione più efficiente, è utile sapere che esistono soluzioni progettate proprio per la zona d’impatto del piatto corde. AMbelievable Auxetic Pads è un esempio: sono pensati per stabilizzare l’area di contatto e ridurre la dispersione di energia proprio dove la palla incontra le corde.
1. L’impatto è una collisione dissipativa, non un rimbalzo pulito
Un colpo di tennis sembra uno scambio semplice: la racchetta incontra la palla, la palla esce veloce. In realtà, è una collisione controllata tra materiali reali: gomma, feltro, corde, compositi in carbonio, e i materiali reali non si comportano come molle perfette. Non restituiscono tutto ciò che assorbono.
All’impatto, l’energia può trasformarsi in deformazione interna, attrito, calore, suono e vibrazioni. Per questo spesso c’è uno scarto tra quanto potente è sembrato lo swing e quanto “pesante” è uscita la palla. La collisione non è un passaggio neutro. È un processo di conversione, e l’efficienza è la domanda chiave: quanta parte di ciò che generi diventa velocità utile della palla, e quanta parte invece si disperde nel sistema.
Anche quando il rimbalzo sembra veloce, la collisione può essere comunque molto dissipativa. Piccoli cambiamenti nel modo in cui palla e corde si deformano, e nel modo in cui recuperano in modo pulito, possono spostare in modo evidente il risultato.
È per questo che due racchette possono sembrare ugualmente potenti nel palleggio, ma comportarsi in modo molto diverso in partita quando il contatto diventa meno “pulito”.
2. Dove si perde la velocità della palla: palla, piatto corde, telaio
Per capire perché il ritmo cala, aiuta separare il sistema in tre “pozzi” di energia:
- La palla assorbe energia tramite compressione e perdite interne.
- Il piatto corde immagazzina energia in modo elastico, ma può anche perderla tramite micro movimenti e attrito.
- Il telaio si flette e si torce, soprattutto fuori centro, e una parte dell’energia resta come vibrazione.
Questi tre elementi interagiscono, ma rivelano un punto importante: anche con uno swing forte, l’efficienza dell’impatto può cambiare. Due setup possono produrre velocità e feeling diversi con lo stesso gesto, perché la collisione si comporta in modo diverso.

3. La palla è il più grande “mangiatore” di energia
La pallina da tennis è progettata per deformarsi. Al contatto, si comprime molto, poi si riespande, ma non in modo perfetto. Una parte dell’energia viene dissipata internamente. È per questo che la palla non si comporta come un oggetto elastico ideale: restituisce solo una frazione di ciò che assorbe, mentre il resto diventa calore e attrito interno.
Questo ha un’implicazione pratica per i giocatori: esiste un limite intrinseco a quanta energia può tornare come velocità di rimbalzo, perché la palla stessa è un grande dissipatore.

Ed è anche per questo che piccoli miglioramenti altrove (stabilità del piatto corde, ritorno di energia più pulito, minore dispersione) possono essere percepiti molto di più: quando si spreca meno energia nella racchetta, una parte maggiore di ciò che rimane può diventare davvero velocità della palla.
4. Tempo di contatto e micro movimenti: dove nasce “pieno” contro “vuoto”
La palla resta sulle corde solo per pochi millisecondi. La finestra è breve, ma abbastanza lunga perché la palla si comprima, le corde si flettono e il telaio inizi a vibrare. Qui nasce il feeling, e qui avvengono molte perdite “nascoste”.
Un equivoco comune è pensare che la potenza sia solo “trampolino”. Ma non tutto il movimento è un movimento utile. All’impatto, il piatto corde può avere piccoli spostamenti locali e oscillazioni che non aiutano a spingere la palla in avanti. Questi micro movimenti possono disperdere energia e ridurre la ripetibilità.
Non li percepisci direttamente, percepisci i risultati:
- la palla esce un po’ più leggera del previsto
- la risposta varia di più da una sessione all’altra
- la racchetta sembra meno prevedibile sotto pressione
Un contatto efficiente non è “zero flessione”. È una flessione che ritorna in modo pulito e costante, senza movimento extra e disordinato. Il trampolino può sembrare vivace. L’efficienza sembra solida.
Ed è anche per questo che “potenza” e “controllo” non sono sempre in vero trade off. Quando la zona di contatto diventa più coerente, molti giocatori percepiscono sia un impatto più pieno sia una maggiore prevedibilità, perché il rimbalzo è guidato da un ritorno di energia più pulito e non da micro movimenti sparsi.

5. Colpi fuori centro: perché cala il ritmo e cresce lo shock
I colpi fuori centro sono dove le perdite esplodono. Quando il punto d’impatto si allontana dallo sweet spot, il telaio si torce di più, la risposta del piatto corde diventa meno uniforme e il comportamento vibratorio diventa più complesso.
Più energia viene assorbita dalla torsione e dalle vibrazioni residue, e meno resta per la velocità della palla.
Ecco perché i colpi fuori centro spesso sembrano più duri e escono più lenti, anche quando la velocità di swing c’era. Non è solo un tema di comfort. È un tema di conversione: più torsione e più vibrazioni “sporche” di solito significano che meno energia diventa output del colpo.

Un setup stabile fuori centro non è necessariamente “più rigido ovunque”. Spesso è più controllato in modo dinamico proprio dove avviene l’impatto.
6. Un approccio mirato: AMbelievable Auxetic Pads
Se l’efficienza dell’impatto dipende da ciò che accade nella zona di contatto, allora la leva più diretta è migliorare come quella zona si comporta sotto carico.
AMbelievable Auxetic Pads sono progettati per agire esattamente dove iniziano micro movimenti, deformazione e vibrazioni, cioè nella zona d’impatto del piatto corde.
La loro struttura interna in metamateriale auxetico è progettata per rispondere in modo dinamico alla compressione, aiutando a stabilizzare l’area di contatto e rendendo il ritorno di energia più coerente e controllato.
Se vuoi approfondire come funziona nel dettaglio, li trovi qui.
Conclusione: l’efficienza all’impatto è la metà nascosta della performance
In questo articolo ci siamo concentrati su ciò che avviene nei millisecondi del contatto, cioè il momento in cui compressione della palla, flessione del piatto corde, flessione e torsione del telaio, e vibrazioni competono per la stessa energia. È qui che si può perdere velocità di palla, il feeling può diventare vuoto, e i colpi fuori centro possono calare più di quanto suggerirebbe lo swing.
L’idea chiave è semplice: la potenza non dipende solo da quanta energia generi, ma da quanto efficientemente l’impatto la converte in velocità di rimbalzo. Quando l’energia si disperde in micro movimenti, attrito e vibrazioni residue, il colpo esce più leggero. Quando la zona di contatto si comporta in modo più coerente, lo stesso gesto può produrre una risposta più piena e più stabile.
Se stai ottimizzando il tuo setup, pensa in termini di impatto: tempo di contatto, micro movimenti del piatto corde, torsione fuori centro e controllo delle vibrazioni. È esattamente lo spazio prestazionale in cui si inseriscono soluzioni mirate come AMbelievable Auxetic Pads, progettati per agire dove avviene la collisione, così più di ciò che crei diventa velocità di palla e feeling pulito.